Alla luce della Luna un uomo misterioso irrompe sulla scena. Turbato e scosso, parla una lingua secca e culturale: un dialetto misto a parole straniere. Alle sue spalle, una veglia funebre. Di fronte alla casa da cui tutto ha avuto origine, emerge la necessità di respirare, di fermarsi, di raccontare. Ceduto ancora bambino dal padre a una compagnia circense di orsanti e scimmiari - domatori di bestie feroci - il protagonistai percorrere le avventure tragiche, comiche, e poetiche della sua vita girovaga attraverso l'Europa, fino ai confini con l'Asia. Racconta dell'intimo legame con l'orsa che ha imparato a domare, della solitudine nei suoi occhi simili alla propria. Gli spettacoli, la vita di elemosina, l'irrompere dalla Grande Guerra, la ribellione, la fuga dall'aguzzino fino a diventare orsante egli stesso: padrone di sé e della sua orsa. Il monologo, dal ritmo incalzante, è attraversato dall'apparizione inattesa della madre morta. E' la geografia emotiva di un viaggio di formazione che attraversa animali selvatici, domatori rozzi, ma capace di grande cuore, e un mondo che non esiste più. Alla fine, la rivelazione: la casa non è solo un luogo, ma dove abita il cuore.