Descrizione
In uno spazio che ricorda un ufficio pubblico, un gruppo di persone attraversa il lavoro come necessità, destino, promessa e disillusione, ricomponendo frammenti di memoria personale e collettiva.
Sotto l’apparente efficienza del sistema, tra richiami alla Costituzione, categorie lavorative, ruoli e competenze, emergono le storie: lavori iniziati troppo presto, lavori invisibili, lavori improbabili, sogni rimasti sospesi e corpi che hanno lavorato prima ancora di poter scegliere. Attraverso racconti autobiografici, azioni corali e musica, lo spettacolo si interroga sul valore del lavoro e le sue contraddizioni. Con ironia le protagoniste immaginano, desiderano e praticano una possibilità di cambiamento, innescando una rivoluzione necessaria.
presso la Sala civica F. Abbiati
ore 18.00